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Diario di Bordo da L'Aquila
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24 agosto 2010


8 agosto ore 4.00

Partenza ufficiale. Ieri sera il tentativo era quello di andare a letto presto, ci siamo anche impegnati ma poi si sa tra il dire i fare… comunque la sveglia è suonata è suonata alle 3.00 e per tutti è stato il via all’avventura…colazione veloce, recupero delle ultime cose dimenticate e poi via con la preghiera; finalmente partiti questo era certo e da ora in avanti è tutto un salto nel vuoto, tutto una sorpresa, tutto un mistero: da accogliere, da ricevere in dono, da maturare e far proprio. Tutto incluso: quello che ci aspettava là, quello che tra di noi costruiremo e vivremo come gruppo.

Davis

 

 

10 agosto


Le giornate sono intense, ricche di qualsiasi esperienza valida per la mia vita, trovarsi in un posto agghiacciante è stata la prima esperienza a cui sono andato incontro. La vita di qs oratorio, che è molto simile al primo di don Bosco, nel senso che egli stesso si è ritrovato a vagare in alcuni prati prima di parcheggiarsi a Valdocco, mi sta facendo capire quanto è prezioso tutto dalle cose banali alle cose più rilevanti: qua non si butta via nulla! Capire che questa gente, che viveva come me, con tutto a portata di mano e nell’abbondanza, si è ritrovata senza niente ed ora tutto quello che riceve lo vede e soprattutto lo vive come dono. Questo mi sta dando parecchio da riflettere e cerco di portarlo davanti a Dio quando riesco.

 

Mi sto trovando molto bene con gli amici pugliesi che stanno vivendo la nostra stessa esperienza e con la loro simpatia ci aiutano a tenere alto il morale.

 

Domani ci sarà una caccia al tesoro cittadina, nella quale i ragazzi potranno avere nuovamente un parco che è stato da poco rimesso in ordine da tanti volontari. La cosa è veramente una sfida!!!

 

Abbiamo in mano tutto noi di Bra e della Puglia e don Roberto si è ammalato stamattina e questo ci sta dando qualche problema organizzativo, speriamo in bene!

 

Tra poco avremo tutti la preghiera del vespro e mi affido al Signore con l’intento di avere la spinta al servizio, in modo completo, come ricchezza da tenere stretta per la vita quotidiana.

Mimmo

 

11 agosto


Sono emozioni intense che durano attimi ma le vivi tutte senza sosta… si presentano così, una dietro l’altra… ogni sguardo di un bambino, ogni suo abbraccio, ogni suo sorriso viene “respirato”, si sente nell’aria la felicità che ognuno di noi prova nel restare vicino a questi bambini.

 

Ogni giorno un brivido, le cose fanno venire i brividi, i racconti dei bimbi fanno venire i brividi, l’aria della sera che parla nelle vie dove regna solo più il silenzio e le facciate delle case che probabilmente non verranno mai più abitate…

 

Tutto quello che è stato vissuto fino adesso è da portare con sé, sempre… il nostro gruppo, quello della Puglia è da portare con sé, ogni cosa, ogni sguardo, ogni parola, ogni sorriso è un colore in più che viene dato a questa città… siamo tutti sotto lo stesso cielo, le stelle ci sono anche qui se alziamo lo sguardo, ogni stella è un’emozione che ho vissuto qui e che in qualche modo ha cambiato qualcosa… con l’aiuto di questi bambini, delle persone di questo posto e dei miei compagni…è tutto da ricordare…

Elena

 

 

Se ci pensi sono espressioni di forza. La forza distruttrice, intensa, improvvisa, devastante e la forza di un popolo che reagisce a tutto ciò, lotta per ricostruire un futuro, il proprio futuro di uomini.

 

Gente salda quella aquilana, un popolo che si affida alle proprie forze per rialzarsi, ma che dà l’impressione di volere accettare gli aiuti, buoni e spontanei che altra gente, toccate dalla loro tragedia, cerca di portare.

 

Tutto ciò è espressione fraternità, guidata dalle mani di Dio certamente. Non ho le parole per descrivere ciò che ho visto e che non immaginavo così grande. Ma ciò che mi rimarrà più impresso nei ricordi saranno i bambini de L’Aquila e la loro gentilezza. Anche questo non credo si a casuale…

 

Il gruppo pugliese, nostri fratelli nel poco che abbiamo cercato di fare, sono davvero coerenti col messaggio. Anche il loro sarà un ricordo bello che ci porteremo a casa.

 

A Bra, dove tutto procede nella normalità, che speriamo di conservare. Grazie a chi ci ha permesso di venire fin qui.

Giovanni

 

Eccoci al nostro ultimo giorno qui a L’Aquila, in questa nostra avventura.

 

Rivivo i primi momenti di attesa, incertezza, titubanza… il primo giorno con questi bambini e ragazzi, la mia titubanza, il cercare di “camminare in punta di piedi” per non disturbare troppo e rispettare il loro equilibrio. Poi, poco per volta, l’entrare nel loro mondo, nei loro desideri e diritti di bambini che in questo tempo si stanno ricostruendo una normalità sicuramente diversa da prima ma non per questo meno ricca di emozioni. Tutto è scorso velocissimo ed incredibilmente sono meno stanca dei primi giorni. Spero di far tesoro e di riportarmi a Bra la semplicità di vita che ho osservato nei bambini e nelle loro famiglie.

Carla

 

Mercoledì abbiamo avuto la fortuna di partecipare e organizzare una giornata per tutti i grest della città. All’inizio ero un po’ stupito e anche arrabbiato: chi è quel pazzo che chiederebbe a degli sconosciuti e estranei al luogo di organizzare un evento del genere?! Lunedì e martedì abbiamo dedicato moltissimo tempo alla preparazione; nel frattempo don Roberto si è anche ammalato e la tensione e le domande aumentavano: perché tutto questo impegno, perché non poter stare serenamente in cortile coi ragazzi e dovere dedicare tempo e energie per organizzare una mega festa, con tanta fatica e nessun riconoscimento, perché anche qui dover avere tutto addosso, sempre sulla breccia e non nell’anonimato?!

 

Poi mercoledì il panico: ogni minuto una novità e un incarico sopraggiunto, il lavoro di trasporto dei giochi, il dover improvvisare l’accoglienza e addirittura presentare tutta la giornata…

 

La giornata è stata stupenda, i bambini si sono divertiti con un gioco che rispetto ai nostri di Bra faceva acqua da tutte le parti, gli incontri con i volontari sono stati profondi. E chi se ne frega più delle domande iniziali: Signore grazie perché siamo servi inutili, non abbiamo fatto altro che mettere a servizio dei più piccoli i nostri talenti, abbiamo forse reso felici un po’ di persone e in cambio abbiamo davvero ricevuto il 100x1000: la condivisione della stessa passione per te e per i piccoli, il lavoro condiviso, la conoscenza di suor Alberta e degli altri mentre lavoravamo, le chiacchere coi volontari…

 

Marco, giovane aquilano trasferitosi in Germania per lavoro e ritornato nella sua città natale per stare accanto ai suoi concittadini, come volontario di servizio civile; una ragazza milanese, universitaria a Bologna, da febbraio volontaria a L’Aquila, neppure lei sa fino a quando…

 

“chi tiene la propria vita la perde, chi la perde per me avrà la vita eterna! Grazie Signore!!!

De’

 

 

13 agosto


Io credo, ora che siamo all’epilogo di questa settimana, di uscirne arricchito e sicuramente più aperto. Spero che il gruppo di Bra non mi consideri più come il papà di Alice, Ilaria e Matteo ma anche un po’ uno loro. Io non mi sono sforzato di diventarlo, mi farebbe piacere esserlo. Grazie della lezione ragazzi!!!

Giovanni

 

 

…ed ora che anche questa settimana di trasferta tanto attesa è finita cosa mi porterò dietro di tutta l’avventura?

 

Di sicuro rimarranno i sorrisi dei bambini, le risate con i mitici pugliesi, le mie risate non propriamente gradite, le interminabili ore passate a ballare, le urla al ritmo di “benvenuto tra noi”… ma in fin dei conti queste son tutte esperienze vissute in modo simile ai sale nelle 7 settimane di estate ragazzi appena finite…

 

Ciò che invece è stato davvero nuovo, sorprendente e anche un po’ inaspettato è stato fin da subito l’approccio coi bambini: la loro voglia di giocare, di stare insieme, di vivere…di continuare a vivere e anche di raccontare.

 

Quello che ho visto intorno a me mi ha traumatizzata: le case più o meno distrutte, ma tutte disastrate, le strade deserte, una città che sembra non esistere più ma che in realtà è ancora viva, presente e attiva nelle menti e nei cuori degli aquilani, dei cittadini di oggi e anche in quelli di domani: i nostri ragazzi.

 

Ecco ciò che più mi porterò dietro di tutta questa esperienza: la loro semplicità, il loro venirti incontro, per accoglierti, senza la paura di parlarti dei loro problemi e di chiederti aiuto…

 

Quel terremoto che li ha scossi e svegliati, li ha posti di fronte ai problemi della vita, anche a quelli che non dovrebbero appartenere all’innocenza di un bambino.

 

Grazie a tutti i miei compagni e soprattutto grazie a loro, i ragazzi del Baden Powel. È stata un’esperienza davvero grande, intensa e molto significativa.

Ilaria

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